Negli ultimi anni si sente parlare sempre più spesso di DNSH, soprattutto quando un acquisto, una fornitura o un intervento viene finanziato con fondi PNRR. Molti clienti, scuole, aziende, negozi, enti pubblici e attività commerciali si trovano a dover richiedere al fornitore una dichiarazione o una documentazione DNSH, ma spesso non è chiaro cosa significhi davvero, quando sia necessaria e quali documenti servano. In questa guida spieghiamo in modo semplice cos’è il principio DNSH, quando viene richiesto e come viene gestita la documentazione.
Cos’è il principio DNSH
Il termine DNSH significa Do No Significant Harm, cioè “non arrecare un danno significativo” all’ambiente. Si tratta di un principio introdotto a livello europeo per garantire che investimenti, progetti, lavori, servizi e forniture non producano effetti negativi rilevanti sull’ambiente.
In parole semplici: il DNSH serve a dimostrare che un acquisto o una fornitura finanziata viene realizzata nel rispetto dell’ambiente, senza causare danni significativi. Gli obiettivi ambientali considerati sono sei:
- Mitigazione dei cambiamenti climatici
- Adattamento ai cambiamenti climatici
- Uso sostenibile e protezione delle acque e delle risorse marine
- Transizione verso l’economia circolare
- Prevenzione e riduzione dell’inquinamento
- Protezione e ripristino della biodiversità e degli ecosistemi
Il DNSH riguarda solo materiale informatico o elettronico?
No. Il principio DNSH non riguarda solo computer, notebook, monitor, server, stampanti o apparecchiature elettroniche. Può essere richiesto per molte tipologie di interventi, acquisti e servizi, ogni volta che questi sono collegati a progetti finanziati con fondi che prevedono il rispetto di questo principio — in particolare nell’ambito del PNRR.
Può quindi riguardare: forniture informatiche ed elettroniche, servizi ICT e cloud, lavori edili e ristrutturazioni, impianti, arredi e attrezzature, interventi di efficientamento energetico, servizi collegati a progetti pubblici, forniture per scuole, Comuni ed enti pubblici.
Nel settore informatico la richiesta è molto frequente perché molti progetti PNRR prevedono l’acquisto di dispositivi, attrezzature digitali, hardware, software e servizi cloud.
Quando viene richiesto il DNSH
Il DNSH viene richiesto quando un acquisto, una fornitura o un servizio rientra in un progetto finanziato con fondi PNRR o con altri fondi pubblici che prevedono il rispetto di criteri ambientali. Non è quindi il tipo di prodotto, da solo, a determinare l’obbligo.
La domanda corretta da porsi è: l’acquisto o il servizio rientra in un progetto che richiede il rispetto del principio DNSH? Se la risposta è sì, può essere necessario raccogliere la documentazione DNSH, anche se si tratta di beni diversi dal materiale informatico.
Nel caso delle forniture informatiche, il DNSH può essere richiesto per: PC desktop, notebook, tablet, monitor, stampanti, server, dispositivi di archiviazione, apparati di rete, accessori elettronici e servizi cloud.
DNSH per arredi, materiali di consumo e altri prodotti
In alcuni bandi o progetti PNRR possono essere previsti, oltre all’acquisto di informatica, anche arredi, attrezzature, materiali di consumo o prodotti destinati all’attività. In questi casi è importante verificare prima di tutto se la spesa è effettivamente ammissibile secondo il bando o il progetto finanziato.
Per alcune tipologie di beni può essere sufficiente una dichiarazione del fornitore relativa alla provenienza, composizione e conformità del prodotto. In altri casi potrebbero essere richieste schede tecniche, certificazioni ambientali o ulteriori documenti. È sempre consigliabile far confermare la documentazione necessaria dal consulente o dal referente del progetto PNRR.
Perché viene richiesta la documentazione DNSH
La documentazione DNSH viene richiesta per dimostrare che l’acquisto o l’intervento rispetta i requisiti ambientali previsti dal progetto finanziato. Serve a:
- Supportare la corretta rendicontazione della spesa verso il MEF e la Commissione UE
- Dimostrare la conformità dell’acquisto in caso di audit (conservare fino a 10 anni dopo la chiusura del progetto)
- Evitare problemi in fase di controllo e rischio di revoca del finanziamento
- Garantire che i fondi pubblici siano utilizzati nel rispetto degli obiettivi ambientali
Il DNSH è una certificazione?
Spesso si parla di “certificazione DNSH”, ma nella pratica è più corretto parlare di dichiarazione DNSH o documentazione di conformità al principio DNSH. Non si tratta di una certificazione unica rilasciata da un ente esterno, ma di un insieme di documenti che dimostrano il rispetto dei requisiti richiesti.
Questi documenti possono includere: dichiarazione del rivenditore o del fornitore, schede tecniche dei prodotti, marcatura CE, conformità RoHS, conformità REACH, documentazione RAEE, certificazioni energetiche (Energy Star, EPEAT), etichette ambientali e checklist DNSH se previste dalla misura di riferimento.
Come viene rilasciata la dichiarazione DNSH dal fornitore
Quando un cliente acquista prodotti o servizi nell’ambito di un progetto che richiede il rispetto del principio DNSH, può chiedere al fornitore una dichiarazione specifica su carta intestata. Il fornitore indica i prodotti forniti e attesta, sulla base della documentazione disponibile, che la fornitura rispetta i requisiti richiesti.
Per prodotti informatici ed elettronici, la dichiarazione fa tipicamente riferimento a: marca e modello, quantità, conformità CE, RoHS e REACH, documentazione RAEE, caratteristiche energetiche, schede tecniche e certificazioni ambientali disponibili.
Cosa deve contenere una dichiarazione DNSH completa
- Dati del fornitore/rivenditore
- Riferimento alla fornitura (ordine, fattura)
- Elenco dei prodotti con marca, modello e quantità
- Eventuale riferimento al progetto PNRR e CUP
- Dichiarazione di rispetto del principio DNSH per i sei obiettivi ambientali
- Indicazione delle principali conformità disponibili (CE, RoHS, REACH, RAEE, Energy Star)
- Data e firma del legale rappresentante
- Schede tecniche dei prodotti in allegato
Chi può richiedere la dichiarazione DNSH
La dichiarazione DNSH può essere richiesta da: scuole, Comuni, enti pubblici e pubbliche amministrazioni, aziende e attività commerciali, consulenti e progettisti, RUP, soggetti attuatori e chiunque debba rendicontare una spesa finanziata con fondi PNRR.
Consiglio pratico: richiedere la dichiarazione DNSH già in fase di preventivo o ordine — non dopo l’emissione della fattura — per evitare difficoltà nella raccolta della documentazione a rendicontazione avviata.
Perché affidarsi a un fornitore preparato
La gestione della documentazione DNSH può creare dubbi, soprattutto quando il cliente deve rispettare scadenze e rendicontazioni legate a progetti PNRR. Un fornitore preparato può aiutare a:
- Individuare i prodotti più adatti al progetto
- Fornire schede tecniche complete e certificazioni
- Predisporre la dichiarazione DNSH su carta intestata
- Indicare tutte le conformità disponibili (CE, RoHS, REACH, RAEE, Energy Star)
- Ridurre il rischio di documentazione mancante o incompleta
- Velocizzare la gestione della pratica di rendicontazione
FAQ — Domande frequenti su DNSH e PNRR
Il DNSH è obbligatorio per tutti gli acquisti?
No. Il DNSH è richiesto quando l’acquisto rientra in un progetto o finanziamento che prevede il rispetto del principio DNSH, come spesso accade nei progetti PNRR. Non esiste una soglia minima: anche un singolo prodotto acquistato con fondi PNRR può richiedere la documentazione.
Chi rilascia la dichiarazione DNSH?
La dichiarazione può essere predisposta dal fornitore o dal rivenditore, sulla base dei prodotti venduti, delle schede tecniche, delle certificazioni disponibili e delle richieste previste dal progetto. Non è una certificazione rilasciata da enti terzi, ma un documento commerciale firmato dal legale rappresentante del fornitore.
Per arredi e materiale non elettronico serve il DNSH?
Può servire, ma non è automatico. Bisogna verificare se l’acquisto rientra in un progetto PNRR che richiede il rispetto del principio DNSH e quali documenti sono previsti per quella specifica spesa. È consigliabile far confermare la documentazione richiesta da chi segue la pratica.
Quando conviene richiedere la documentazione DNSH?
Prima dell’acquisto o in fase di preventivo. In questo modo si evita di dover recuperare documenti dopo l’emissione della fattura, quando il fornitore potrebbe avere difficoltà a rintracciare la documentazione specifica di quella fornitura.
Un fornitore abilitato al MEPA è automaticamente conforme DNSH?
No. L’abilitazione MEPA certifica i requisiti amministrativi e di mercato, non la conformità DNSH. La dichiarazione DNSH deve essere rilasciata dal fornitore specificamente per ciascuna fornitura finanziata con fondi PNRR, con riferimento esplicito al progetto e ai prodotti forniti.
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